E' stata pubblicata la risposta del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali all'interpello formulato dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri in merito all'applicazione del comma 2 bis dell'Art. 91 del D.Lgs. 81/08, introdotto dall'Art. 1 comma 1 lettera b) della Legge 1° ottobre 2012 n. 177:

2-bis. Fatta salva l’idoneità tecnico-professionale in relazione al piano operativo di sicurezza redatto dal datore di lavoro dell’impresa esecutrice, la valutazione del rischio dovuto alla presenza di ordigni bellici inesplosi rinvenibili durante le attività di scavo nei cantieri è eseguita dal coordinatore per la progettazione. [...]

 

La risposta fornita dal Ministero chiarisce che:

  • tale valutazione è obbligatoria per tutti i cantieri nei quali sono previste attività di scavo, di qualsiasi profondità e tipologia;
  • la valutazione deve essere effettuata dal coordinatore per la progettazione qualora in cantiere siano previste attività di scavo;
  • la valutazione può essere effettuata sulla base di:
    • analisi storiografica;
    • fonti bibliografiche di storia locale;
    • fonti conservate presso gli Archivi di Stato: archivi dei comitati provinciali protezione antiaerea e archivi delle prefetture;
    • fonti del Ministero della Difesa: Uffici BCM del 5° Reparto Infrastrutture di Padova e del 10° Reparto Infrastrutture di Napoli, competenti, rispettivamente, per l'Italia settentrionale e per l'Italia meridionale e le isole;
    • stazione dei Carabinieri;
    • Aerofototeca nazionale a Roma;
    • vicinanza a linee viarie, ferroviarie, porti o comunque infrastrutture strategiche durante il conflitto bellico;
    • eventuali aree precedentemente bonificate prossime a quella in esame;
    • oppure tramite un'analisi strumentale.
  • non esiste al momento alcuna mappatura ufficiale comprensiva di tutte le aree del territorio nazionale interessate dalla presenza di possibili ordigni bellici.

 

Per la lettura della risposta completa vi rimandiamo al documento ufficiale scaricabile qui: